PRODOTTO

gennaio 2020

CFI riconosce le PEFCR?

Nel caso di coesistenza di più PCR, il Programme Operator Carbon Footprint Italy considera valida quella dell’International EPD® System.  Altrimenti, CFI può ritenere valide anche le PEFCR, previa valutazione del Comitato Tecnico-Scientifico (CTS).

settembre 2020

Il CFP Systematic Approach prevede l’obbligo di svolgere un audit interno? Tale attività deve essere fatta prima della verifica di terza parte?

La CFP SA è descritta nell’allegato C della ISO 14067:2018. Al punto C.3.4 “Validazione dell’approccio sistematico della CFP” è richiesto che siano condotte delle “valutazioni interne dell’approccio sistematico alla CFP a intervalli programmati per assicurarne la continua idoneità, adeguatezza ed efficacia”. L’evidente finalità è che l’organizzazione possa assicurare, attraverso un controllo interno, che l’approccio sistematico CFP SA continui ad essere in grado di assicurare i risultati previsti. L’audit interno può essere quindi considerato come una possibile modalità per eseguire tale valutazione, anche se non può essere considerato l’unico.

Non è, invece, in alcun modo sostenibile l’interpretazione che prevede l’obbligo di condurre un audit interno prima dell’esecuzione della verifica di terza parte. Questa richiesta è mutuata dall’esperienza degli enti di certificazione nei sistemi di gestione che, in accordo alla norma di accreditamento ISO 17021-1, prevedono come obiettivo dello Stage 1 la valutazione che “gli audit interni e i riesami di direzione siano in corso di pianificazione ed esecuzione” (p.to 9.3.1.2.2 g) e l’obbligo che nel corso dello Stage 2 siano valutati gli audit interni e il riesame della direzione (p.to 9.3.1.3 e).

Tali requisiti non sono in alcun modo presenti nelle versioni vigenti delle norme di accreditamento per le verifiche GHG (ISO 14064-3 e ISO 14065), così come nella norma generica per l’accreditamento delle verifiche e validazioni (ISO 17029) e nella futura revisione della ISO 14065, proprio perché queste attività sono fondamentalmente diverse dalla certificazione dei sistemi di gestione.

Non vi è, pertanto, nessuna prescrizione nel sistema di accreditamento della verifiche dei GHG che possa supportare la richiesta dello svolgimento di un audit interno prima della veridica di terza parte.

ORGANIZZAZIONE

marzo 2020

Qua’è la modalità di rendicontazione delle emissioni indirette da trasporto up-stream e down-stream accettata dal CFI?

Il Programme Operator Carbon Footprint Italy accetta le seguenti opzioni:

  • contabilizzazione delle emissioni da trasporto up-stream e down-stream sulla base di chi sostiene il costo del trasporto.  In particolare si considerano emissioni up-stream se l’organizzazione sostiene le spese di trasporto. Viceversa, le emissioni da trasporto downstream si verificano nel caso in cui l’organizzazione non sostenga direttamente le spese del trasporto;
  • contabilizzazione delle emissioni da trasporto up-stream e down-stream sulla base della tipologia di merce trasportata. Ovvero, l’approvvigionamento delle materie prime è definito come trasporto up-stream, mentre la distribuzione dei prodotti dell’organizzazione è identificata come trasporto down-stream.

Si precisa che CFI predilige la seconda opzione, ciò verrà confermato durante la prossima riunione dell’Organismo Rappresentativo delle Parti (ORP) in cui si discuterà tra l’altro della revisione del regolamento.

marzo 2020

In che categoria si devono rendicontare le emissioni indirette da trasporto di prodotti avviati a lavorazione in conto terzi?

Secondo il Programme Operator Carbon Footprint Italy, tali emissioni non devono essere contabilizzate nella categoria 3.1. – Emissioni indirette da trasporto up-stream e distribuzione di merci,  nè nella categoria 3.2 – Emissioni indirette da trasporto down-stream e distribuzione di merci. Pertanto, il CFI  suggerisce di rendicontare tali emissioni in una categoria dedicata: categoria 3.6 – Emissioni indirette da trasporto di prodotti avviati alla lavorazione in conto terzi.